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IL SAKKO
LA COSA PIÙ SIMILE ALLA PANCIA
DELLA MAMMA

 
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Gli studi dimostrano che i bambini infagottati dormono meglio, più a lungo e più profondamente.

Inoltre, la fasciatura riduce notevolmente il rischio di
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USA IL SAKKO, PERCHÈ?

  • Ottieni calma – per il tuo bambino, per te e per tutta la famiglia
  • Aiuti il tuo bambino a dormire di più ed a piangere di meno
  • Bambini riposati mangiano con più tranquillità ed efficacia
  • Riesci a distinguere i segnali di sonno da quelli di fame
  • Eviti le trappole di insicurezza ed eccessiva stanchezza

USA IL SAKKO, SPECIALMENTE...

  • Se il tuo bambino non riesce ad addormentarsi con le sue forze
  • Se il tuo bambino fa solo dei pisolini e non si sveglia riposato
  • Se il tuo bambino non dorme di giorno e/o non dorme di notte. Ci sono bambini che dormono tutta la notte già da piccolissimi, però stanno svegli (quasi) tutto il giorno. Molto spesso questi bambini incominciano a stare svegli anche di notte una volta raggiunta l'età dei 3-4 mesi. Non va bene se il tuo bambino non dorme di giorno, anche se dorme tutta la notte. Ha bisogno di molto più sonno!
  • Se pensate che l'allattamento potrebbe essere a rischio
  • Se non c'è una ragione individuabile per il pianto, e quest'ultimo rischia di diventare più “grande” di voi
  • In caso di gemelli

    Non è necessario che i bambini rimangano infagottati tutto il giorno, però bambini agitati che devono dormire di più possono trarre un enorme beneficio da un avvolgimento saldo e sicuro per 12 fino a 20 ore al giorno. Un fagotto non abbastanza saldo può addirittura rendere un bambino ulteriormente agitato.

  1. Infagottare, cosa è?
  2. Utilizzare il sakko
  3. Prima di iniziare ad infagottare
  4. Incominciare
  5. Non aspettare ad infagottare finché la situazione è diventata allarmante
  6. Le aspettative
  7. Le prime 6 settimane
  8. Non solo infagottare
  9. Vestiti adatti
  10. Segnali – guarda il tuo bambino!
  11. Ciclo di sonno dei bambini
  12. Di quanto sonno ha bisogno un bambino? Un sakko!!
  13. Sonnellini (troppo corti)
  14. Poppate notturne
  15. Infine...
  16. Calmare il tuo bambino istantaneamente e prolungare il sonno

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“Un bambino agitato, stanco, sovreccitato, con coliche gassose o insofferente, se viene infagottato saldamente si calma, e spesso riesce ad addormentarsi facilmente”, leggi

I neonati reagiscono cosi bene all'avvolgimento del sakko perché li fa sentire al sicuro, avvolti ed accolti. Il contatto continuo della loro pelle con il morbido tessuto del sakko gli da la sensazione di essere parte dí ed ín qualcosa, di essere circondati e di poter stare tranquilli “dentro”. Vivono sensazioni simili a quelle che provavano nel grembo materno.

IL SAKKO: LA COSA PIÙ SIMILE ALLA PANCIA DELLA MAMMA!

Il sakko è l'unico che ti permette di infagottare i neonati fin dal primo giorno di vita con le manine unite e vicine al viso, proprio come nella pancia,
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Tanti genitori hanno difficoltà nel vedere il loro bambino infagottato. Dicono spesso: “poverino”, leggi

Utilizzando il sakko sarà facile, leggi

Per incominciare a conoscere i bisogni del tuo bambino, è importante prestare attenzione ai segnali che precedono il pianto. Impara a differenziare segnali di sonno da quelli di fame. Cosi non devi più continuamente pensare: “cosa faccio, quando lo faccio, come lo faccio, forse ha fame, gli do ancora un attimo il ciuccio, lo lascio piangere, lo porto nel marsupio...”. leggi

ATTENZIONE!!! Non lasciare mai un bambino infagottato pancia in giù

Oltre ad avvolgere il tuo bambino con il sakko ci sono altre cose importanti che puoi fare per il tuo bambino:
• Confini
• Prevedibilità
• Ritmo
• Approcciare con calma il tuo bambino
• Mettergli i vestiti adatti
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1. INFAGOTTARE, COSA È?
Fasciare, ovvero infagottare i neonati è una tradizione diffusa in numerosissime culture dall'antico Giappone agli Aztechi, alla Grecia classica ed è cosi antica che sarebbe quasi impossibile stabilire quando abbia realmente avuto inizio. sorgente

Nel mondo di oggi la maggior parte dei neonati viene avvolta, infagottata dalla madre. In Oriente, Estremo-Oriente e Sud-America lo si fa da sempre. Eventualmente in combinazione con vari tipi di marsupio per portarli con se più facilmente. Negli Stati Uniti, nei reparti di maternità, da sempre si usa infagottare i bambini. Da qualche decennio questa pratica si è diffusa anche fra i genitori, quando sono a casa con il loro bambino. Nei paesi del Nord-Europa a livello ospedaliero viene consigliata una fasciatura corretta nei primi mesi di vita.


La pratica di infagottare è basata su molti anni di osservazione del comportamento infantile da madri ovunque nel mondo, nonché da esperti e professionisti del settore. Inoltre questa pratica cosi diffusa trova riscontro in numerosi studi. Gli studi dimostrano praticamente che i bambini infagottati dormono meglio, più a lungo e più profondamente rispetto ai bambini non-infagottati. È stato anche provato che un bambino infagottato correttamente non ha assolutamente problemi respiratori, ne ci sono problemi nello sviluppo dell'anca.sorgente

Inoltre è stato provato che un neonato infagottato si addormenta più facilmente sulla schiena. Questo è molto importante, perché dormire supino riduce notevolmente il rischio di SIDS (Sindrome della Morte Improvvisa).
Ci sono bambini che non sembrano volere dormire pancia in sù. Agitano le braccia e spesso si dimenano, o si svegliano di soprassalto giusto prima di (ri)addormentarsi. Questo crea ulteriore agitazione e irrequietezza.
Essere in un fagotto caldo placa l'eccitazione ed il bambino rimane al sicuro sulla schiena.

Queste ricerche confermano ciò che tante madri e professionisti del settore in tutto il mondo già sanno. Ovvero, un bambino agitato, stanco, sovreccitato, con coliche gassose o insofferente, se viene infagottato saldamente si calma, e spesso riesce ad addormentarsi facilmente.


Viviamo in un mondo molto veloce ed agitato nel quale noi stessi spesso dobbiamo fare scelte coscienti per non andare oltre i nostri limiti. Anche i bambini vengono continuamente sollecitati e hanno spesso una vita più o meno irregolare. Fasciando puoi proteggere il tuo bambino da questo mondo (ancora) troppo grande.
Il tuo bambino potrà ambientarsi passo per passo.

Non vediate la fasciatura come la soluzione, ma piuttosto come un importante aiuto per raggiungere la vostra soluzione...

Tanti genitori hanno difficoltà nel vedere il loro bambino infagottato. Dicono spesso: “poverino”. Può sembrare crudele. Quasi come una camicia di forza. A volte i genitori hanno paura che il loro bambino rimanga frustrato perché non riesce quasi a muoversi. Non abbiate paura. Il vostro bambino non la pensa cosi. “Quello che ogni neonato desidera è di venire infagottato senza alcuna via di scampo e starvi appiccicato tutto il tempo possibile”.
sorgente
Un bambino trova calma, calore e sicurezza nel sakko. Riuscirà a (ri)conquistare il controllo delle sue braccia e gambe che prima si muovevano in modo non controllato ed agitato per via dell'eccessiva stanchezza.

La maggior parte dei neonati che piange o frigna tanto è stanca. Spesso troppo stanca. Nel tempo questa mancanza di sonno addirittura può creare un disturbo ormonale. Per il tuo bambino diventerà sempre più difficile abbandonarsi al sonno. Sarà sempre più stressato ed agitato, per poter reggere la stanchezza.


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2. UTILIZZARE IL SAKKO
Con il sakko sarà facile per tutti infagottare correttamente il tuo bambino. Una corretta fasciatura con la classica copertina richiede molta pratica ed abilità nei vari gesti. Spesso poi è difficile perché i bambini si muovono mentre li avvolgi. Tanti genitori dicono che in realtà per fare un fagotto perfetto ci vorrebbero tre mani.

Il sakko può essere utilizzato anche dai nonni, dai baby-sitter o al nido. Cosi i genitori possono stare sempre tranquilli sapendo che il loro bambino dorme sereno nel suo piccolo bozzolo.

La chiusura con il velcro è veloce e sicura. Non devi rifare o rincominciare più volte agitandoti e/o il tuo bambino. Con il sakko la fasciatura non si disfa e cosi eviti un pianto disperato. Più importante ancora è che con il sakko la bocca e/o la faccia del tuo bambino rimangono sempre liberi. Viene cosi eliminato ogni rischio di soffocamento.

Una fasciatura corretta è difficile specialmente perché bisogna avvolgere saldamente le braccia ma nello stesso tempo lasciare libere le gambe. Le gambe devono potersi muovere per assicurare un ottimo sviluppo delle anche. Il bambino deve aver lo spazio per rannicchiare o stendere completamente le gambe. Con il sakko questo è diventato facile. Le braccia sono avvolte bene senza limitare il movimento delle gambe.

Il tessuto del sakko è stato accuratamente scelto per la sua morbidezza. La mitica flanella veniva già utilizzata dai nostri nonni per avvolgere i bambini. È di cotone naturale al 100% e quindi traspira bene ed assorbe l'umidità. Il tuo bambino non avrà né caldo né freddo.


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3. PRIMA DI INIZIARE AD INFAGOTTARE
La base
: chiedi l'opinione di un medico e/o esperto qualificato per accertarti che la causa del pianto non sia di natura medica. Anche se non sembra esserci un motivo clinico parlare con un medico e/o esperto qualificato può essere importante per togliere ogni eventuale dubbio. È indispensabile ottenere chiarezza e tranquillità.

Controindicazioni: ci possono essere delle ragioni mediche per cui non si può infagottare un bambino. In caso di dubbio parlane con un medico e/o esperto qualificato.
Non infagottare il tuo bambino:

  • se c'è (la possibilità) di uno sviluppo displastico delle anche
  • in caso di febbre
  • durante le prime 24 ore dopo una vaccinazione
  • in presenza di gravi infezioni e/o problemi delle vie respiratorie
  • in caso di scogliosi dovuta ad una malformazione della colonna vertebrale

Se il tuo bambino ha eczema o rigurgiti abbondanti e frequenti ti consigliamo di parlarne con un medico e/o esperto qualificato. Eczema e rigurgiti si presentano in tante forme. Alcune forme sono perfettamente compatibili con una corretta fasciatura, però ci sono alcune altre dove è meglio evitare la fasciatura.

L'alimentazione: specialmente quando si tratta di bambini piccoli è fortemente consigliabile innanzitutto analizzare l'alimentazione. Il sonno e l'alimentazione sono collegati. Alcuni genitori di bambini irrequieti che dormono poco sono insicuri sull'alimentazione. Se si risolve questo problema di insicurezza spesso già migliora la situazione.

Informati e motivati: non incominciare ad infagottare, tanto per, ma chiediti prima bene perché vuoi cambiare o migliorare la situazione. Poniti un obiettivo chiaro e ragionevole. Funzionerà solo se veramente credi in questa soluzione.

Se rispetti questi punti puoi infagottare il tuo bambino e riuscire a (ri)trovare serenità.

ATTENZIONE!!! Non lasciare mai un bambino infagottato pancia in giù


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4. INCOMINCIARE
Incomincia ad usare il sakko in un momento di serenità, quando tu ed il tuo bambino siete tranquilli. E' importante che il tuo bambino abbia mangiato bene. Un bagno caldo può aiutare a rilassare il tuo bambino. Potrebbe benissimo essere che il tuo bambino pianga le prime volte che viene infagottato. Consolalo tenendolo in braccio o eventualmente offrendogli il seno (evita però che questo diventi un'abitudine); appena si calma mettilo giù (possibilmente sveglio). Se piange nuovamente, aspetta un attimo per vedere se magari si addormenta, e se necessario, torna a consolarlo

Cosi il bambino potrà addormentarsi con le sue forze e trovare un sonno profondo e prolungato all'interno del suo “nido”. Vedrai che se applichi correttamente il ritmo e la calma il tuo bambino si addormenterà sempre più facilmente.

Se decidi di infagottare il tuo bambino, devi farlo ogni volta che dorme, di giorno come di notte. Se lo fai solo di notte potresti notare un miglioramento, però è probabile che avrai dei problemi man mano il tuo bambino diventa più grande o quando provi a disabituarlo.

Il periodo consigliato in cui continuare ad infagottare è di almeno 8 settimane. Mantieni questo periodo. Dopo, grazie ai bottoni del sakko puoi facilmente incominciare a mettere fuori un braccio alla volta, adattandoti ai bisogni del tuo bambino. Se dopo le 8 settimane di fasciatura, riesce a dormire bene con uno, e dopo qualche giorno entrambe le braccia fuori va benissimo. Se invece si sveglia e dorme troppo poco, ritorna ad infagottare per qualche ulteriore settimana.

Non confondere il tuo bambino. Una volta che incominci ad infagottare continua a farlo tutte le volte che va a dormire e per almeno 8 settimane. Se hai provato a togliere un braccio e hai visto che non funziona, torna ad infagottare e aspetta qualche settimana, non solo qualche giorno.

Dopo qualche settimana all'interno del loro soffice bozzolo alcuni neonati potrebbero incominciare a scalciare e ad agitarsi, opponendo resistenza con piedini e manine.
Non credere che questo sia il momento di smettere di infagottare.
Questa reazione esprime solo la forza che il bimbo sta acquisendo, potrebbe tuttora apprezzare il comodo involucro. La regola è semplice: se il bimbo si calma dopo un po' e dorme bene/meglio, allora funziona.

Infagottare va bene fino ai 6 mesi di vita. Dopo è fortemente sconsigliato perché potrebbe girarsi pancia in giù.


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5. NON ASPETTARE AD INFAGOTTARE FINCHÈ LA SITUAZIONE È DIVENTATA ALLARMANTE
Più è durata l'irrequietezza ed il pianto, più sarà difficile stabilire dei cambiamenti. Aggiustare il ritmo in tempo è meglio e meno faticoso che dover rompere un circolo ormai vizioso, o più grave ancora: uscire da una spirale negativa di stanchezza.


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6. LE ASPETTATIVE
Non provare a schiacciare il tuo bambino in uno schema di orari. Rischi di mettere in pericolo sia l'eventuale allattamento che il buon funzionamento della fasciatura, proprio perché hai delle aspettative sbagliate. Abbi fiducia che con il tempo si istituirà da solo un ritmo ed una regolarità. Impara a guardare tuo figlio!

Prova a guardare nel tuo cuore e chiediti cosa puoi realmente aspettarti dal tuo piccolo. Spesso è opportuno abbassare anche la propria velocità, svuotare l'agenda e adattare le proprie aspettative. Parti dall'origine e prova ad avanzare a piccoli passi, non aver paura di fermarti piuttosto che fare qualche passo di troppo.

Lascia i consigli indesiderati per quelli che sono e non sprecarci energia. Appoggiati alle persone che ti ascoltano e che hanno rispetto per le scelte che fai.


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7. LE PRIME 6 SETTIMANE
Per un bambino allattato al seno di età inferiore alle 6 settimane è consigliata la fasciatura nella posizione fetale. Con le braccia piegate e le manine vicino al viso. Infagottare presto con le braccia lungo i fianchi potrebbe eventualmente disturbare l'equilibrio del principio di allattamento al seno su richiesta. Un bambino infagottato in questo modo dorme molto di più e più profondamente. Eventualmente non viene attaccato a sufficienza e/o non si sveglia abbastanza per poter mangiare bene. Tenendo le mani vicino al viso rimangono attivi i riflessi delle mani e cosi il tuo bambino non rischia di addormentarsi troppo profondamente.

Per i bambini più piccoli, aiutatevi se necessario con una spilla da balia.
Avvolgete ben stretto il sakko intorno alla pancia del bambino, portando il lembo esterno
anche fino a sotto la schiena e chiudete con la spilla sul fianco.
Eventualmente potete anche provare ad infagottare il bambino in un lenzuolo
prima di metterlo nel sakko. L'importante è che il fagotto sia saldo ed avvolgente
per tutta la dormita, in modo che non si disfi.

Il sakko è l'unico che ti permette di infagottare il tuo bambino fin dal primo giorno perché avrà le manine unite e vicino al viso, proprio come nella pancia.

Quando avvolgi il tuo bambino nella posizione fetale (quindi con le manine vicino al viso) dopo solo qualche settimana potrebbe essere che le braccine del tuo bambino escano involontariamente fuori dal sakko. A questo punto incomincia ad avvolgere il tuo bambino con le braccia tese lungo i fianchi.


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8. NON SOLO INFAGOTTARE
Oltre a mettere il tuo bambino nel sakko ci sono altre cose importanti che puoi fare per il tuo bambino.

  1. Confini
  2. Prevedibilità
  3. Ritmo
  4. Approcciare con calma il tuo bambino
  5. Mettergli i vestiti adatti

1. Confini
Infagottando offri al tuo bambino un confine morbido e fisico. Altri modi per dargli un mondo a sua misura sono:

  • Evitare che il tuo bambino sia troppo sollecitato. Ad alcuni bambini tutto sembra interessare e piacere, ma la verità è che non riescono ancora a realizzare bene. Diventano sempre più stanchi finché non ne possono più e piangono.
  • Non esporre il tuo bambino inutilmente a rumori forti ed irregolari (come radio e televisione, ecc.).
  • Non fare escursioni troppo stancanti e non veramente necessarie, e non invitare (tante) persone a casa.
  • Portare il tuo bambino in una fascia e/o marsupio adatto, per esempio a fine giornata quando non riesce bene il sonno.
  • Rimboccare molto bene la coperta e/o il lenzuolo. Oltre al sakko è sempre meglio mettere anche un lenzuolo od una coperta per dare ulteriore sensazione di avvolgimento (fai attenzione però che il tuo bambino non abbia troppo caldo!). Rimbocca non solo tra materasso e lettino, ma davvero fin sotto il materasso, e fin sopra le spalle del bambino. Consiglio: usa un lenzuolo singolo da adulto messo per traverso; riuscirai cosi a rimboccare fin sotto il materasso ed il tuo bambino non si scoprirà. La stanza dove dorme dovrebbe essere piuttosto fresca con tanta aria nuova (lasciate anche aperta un filino la finestra se volete). Meglio stanza fresca ed una coperta in più che il contrario. ^

2. Prevedibilità
Essere lineare e conseguente nella sequenza delle attività.

Dormire in un posto fisso e tranquillo: Lascia che il tuo bambino dorma in un suo posticino invece di dormire in braccio a qualche invitato. Non lasciare palestrine o altri giochi appesi sopra o nel lettino, ed oscura la stanza.

Mangiare con la stessa persona: Durante le prime settimane di vita, dove possibile, dovrebbe essere la stessa persona che dà da mangiare al bambino.

Giocare da solo in un posto fisso: A partire dalle 6 settimane di vita puoi offrire al tuo bambino un posto fisso dove giocare, preferibilmente sdraiato, e da solo (ovvero senza interazioni con altri però non lasciato fisicamente solo) per alcuni istanti. Con qualche gioco adatto alla sua età collocato/appeso da un lato della sua visione. Cosi quando è stanco può girare la testa e togliere i giochi dalla sua vista.

Un modo ideale per LUI per indicare quando è stanco!

Quindi non una palestrina che rimane sopra la sua testa e in pratica lo tiene sveglio troppo (a lungo). Diventerà troppo stanco per addormentarsi in modo rilassato. La palestrina va bene quando i bambini hanno il controllo delle braccia, a partire dal terzo mese compiuto.

Bambini più piccoli di 6 settimane semplicemente non sono ancora pronti per giocare. Dopo aver mangiato, aver fatto un ruttino, essere cambiati e coccolati sono già stanchi e pronti per dormire. ^

Fai in modo che il tuo bambino non debba assorbire più stimoli di quanto riesca (calma).

3. Ritmo
Con ritmo si intende: una sequenza fissa di dormire-mangiare-sveglio-dormire-mangiare-sveglio-dormire, ecc.
Sveglio significa mangiare. Indipendentemente da quanto abbia dormito il tuo bambino. Questo chiede da te, genitore, una certa flessibilità. Può sembrare impegnativo e fastidioso ma in realtà da un aggancio e crea chiarezza, specialmente per il tuo bambino. Grazie a questo ritmo sa cosa aspettarsi e questo lo fa sentire tranquillo e sereno. Il ritmo lo devi iniziare e seguire sempre tu. Impara a vedere quando il tuo bambino è stanco (per questo è indispensabile lasciarlo giocare un po' solo, cioè rimanete nella stanza però non interagite con lui) e mettilo a letto, il più possibile sveglio, dopo un breve e fisso rituale di nanna. Mettere il sakko nello stesso posto/modo insieme a per esempio un carillon può essere un ottimo rituale.

Se messo a letto nel momento giusto si addormenterà da solo, 9 volte su 10.

Anche se deve piangere qualche istante per sganciare devi accettarlo. Non per paura di viziarlo ma perché il tuo bambino è capace di fare molto da solo se gli viene data una giusta e ragionevole possibilità.

Quando dico ritmo non mi riferisco ad un ritmo di orari. Deve essere un insieme di attività sempre uguali che ritornano nella stessa sequenza:

dormire-mangiare-sveglio (coccolare, cambiare ed eventualmente giocare da solo)-appena stanco -> nel sakko ed a letto (semi)sveglio e rilassato. Questo ritmo deve essere adattato ai bisogno del TUO bambino.

Segnali di stanchezza (vedi avanti per qualche esempio) = a letto
Sveglio = mangiare

Dare da mangiare al tuo bambino seguendo l'orologio può dare irrequietezza. Se aspetti con il bambino sveglio che sia L'ORA della poppata spesso il tuo bambino è già mezzo stanco quando gli viene dato da mangiare e         probabilmente si addormenta prima di aver finito. Conseguenza: pancia mezza piena e mezzo stanco. Aspettare e prolungare crea agitazione, per il tuo bambino e per te stessa/o. Prova eventualmente a prolungare il sonno o a dargli da mangiare subito dopo che si è svegliato.

In caso di allattamento artificiale bisogna rispettare la quantità massima che il tuo bambino può assumere nell'arco delle 24h. All'inizio può essere utile diminuire la quantità di latte della singola poppata in modo da poter aumentare la quantità totale di poppate. Cosi puoi rispettare completamente i ritmi del tuo bambino e riuscire piano piano ad arrivare ad una regolarità. ^

4. Approcciare con calma il tuo bambino
Sii tranquilla e calma con il tuo bambino, anche quando lo prendi su o quando ti muovi. Non piace ai bambini essere “pescati” su da sotto le ascelle. Per prenderlo giralo un pochino di lato e metti una mano sulla schiena tra le spalle sostenendo il collo, e l'altra mano sotto il sedere. Per il tuo bambino è molto più piacevole. Se lo prendi su durante una tua espirazione il bambino sente meno tensione.
^


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9. VESTITI ADATTI
Puoi lasciare il tuo bambino nel sakko dopo che si è svegliato e gli dai da mangiare. Cosi eviti di togliere e rimettere vari vestiti. Cambiarsi prima di mangiare o giusto prima di dormire è troppo pesante per un bambino molto piccolo. Aprite tutti i bottoni e lasciate che escano le braccia. Nel cercare e toccare il seno non devono esserci troppi elementi di disturbo. I bambini usano le mani quando bevono.

Dopo che ha mangiato e ha fatto un eventuale ruttino lo puoi coccolare e cambiare.

Per quanto possa essere carino un vestitino o una piccola salopette, non fai un piacere al tuo bambino mettendoglielo. Meglio evitare vestiti diversi per quando dormono. Un bambino piccolo deve portare vestiti che sono comodi e sicuri in modo che possa andare a dormire subito quando è stanco LUI, senza dover subire un ulteriore cambio.

Attenzione che non abbia né caldo né freddo. In tanti vestiti ci sono fibre sintetiche che non lasciano traspirare e non assorbono l'umidità. Il bambino potrebbe quindi avere troppo caldo ma anche troppo freddo perché rimane bagnato dal sudore. Mettigli vestiti comodi di 100% materiali naturali, anche quando è sveglio.


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10. SEGNALI - GUARDA IL TUO BAMBINO!
Per incominciare a conoscere i bisogni del tuo bambino, è importante prestare attenzione ai segnali che precedono il pianto. Impara a differenziare segnali di sonno da quelli di fame. Cosi non devi più continuamente pensare: “cosa faccio, quando lo faccio, come lo faccio, forse ha fame, gli do ancora un attimo il ciuccio, lo lascio piangere, lo porto nel marsupio...”

È tutto molto stancante e l'irrequietezza ed i dubbi li trasferisci sul tuo bambino. È meglio incominciare con una sequenza regolare di dormire-mangiare-sveglio. Questo ti permette di adattarti al tuo bambino. Ogni volta che passi da un'attività all'altra dagli il tempo che gli serve per capire ciò che sta per accadere. Parla con lui e digli cosa stai facendo. Quando per lui la sua vita sarà prevedibile diventerà più calmo dentro.

Interpretare i segnali di sonno o fame diventa possibile quasi solo se è abbastanza rilassato, e se c'è un ritmo. Un bambino parla senza parole, e ha tanti modi, diversi dal pianto, per comunicare. Frignare, non guardarti più, succhiare, girare la testa, ecc.

Appena sveglio il tuo bambino ha abbastanza energia per mangiare bene. Una pancia piena lo porta ad essere soddisfatto. Se dopo un po' di tempo il tuo bambino comincia a lamentarsi o a frignare, è molto probabile che sia a causa della stanchezza e quindi: a letto.

Segnali di sonno:

  • sbadigliare
  • diventare pallido
  • guance od orecchie rosse
  • toccare le orecchie
  • sfregarsi gli occhi
  • non guardarti più
  • tirarsi via da te
  • frignare
  • comportamento agitato

Metti a letto il tuo bambino ai primi segnali di stanchezza. Se giocano da soli (ovvero senza interazione con altri però non lasciati fisicamente soli) è più facile vedere questi segnali. Specialmente all'inizio dopo le prime 6 settimane lascia abbastanza tempo al tuo bambino per starsene un po' da solo. Cosi per te è facile capire ciò che lui ti sta comunicando. Guardalo, senza interagire direttamente con lui.

Per esempio potresti metterlo nel box o su una coperta per terra, con un paio di giochi adatti alla sua età da una parte e l'altra parte la lasci vuota. Quando il bambino si gira verso la parte vuota potrebbe benissimo essere che sia stanco.

Anche frignare o essere agitato può significare che il tuo bambino è stanco. Se non lo metti a dormire subito, ma intraprendi ancora qualcosa con lui lo aiuti a superare la sua soglia di stanchezza. Diventerà più agitato e resisterà ancora un pezzo. Se dopo un attimo incomincerà a frignare nuovamente e lo metti giù, in realtà sarà già troppo stanco per addormentarsi da solo. Un bambino troppo stanco spesso si risveglia anche dopo poco. Sembra impossibile ma in pratica spesso un bambino riposato dorme meglio e di più rispetto ad un bambino stanco.

Un bambino che ha assunto troppi stimoli durante il tempo che era sveglio, in genere fa fatica ad addormentarsi. Un bambino sopraeccitato diventa sempre più nervoso e piangendo i suoi movimenti sono sempre più agitati. Gira la testa nella direzione opposta della luce, dei giochi e delle persone. Più stanco diventerà il bambino, più sarà difficile distinguere un segnale dall'altro.

Di tutti i segnali che il tuo bambino ha a disposizione per comunicare piangere è quello più chiaro ed intenso. Se guardi bene il tuo bambino, noterai che spesso ci sono altri segnali che precedono il pianto. In generale si può dire che il pianto nella maggior parte dei casi è un segnale tardivo.

Segnali di fame:

  • fare rumore con la bocca
  • succhiare le mani
  • leccare le labbra con la lingua
  • fare movimenti di suzione con la lingua
  • girare con la testa, cercare

Questi segnali sono visibili in un bambino riposato. Un bambino sopraeccitato ad un certo punto potrà solo piangere. Allora è difficile capire quando il tuo bambino ha realmente fame. Per questo è cosi importante evitare l'eccessiva stanchezza.

Usa il ritmo, appena si sveglia dagli subito da mangiare. Cosi gradualmente si creerà un'onda ciclica che sarà piacevole per tutta la famiglia.


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11. CICLO DI SONNO DEI BAMBINI
Un ciclo di sonno (da sonno profondo a sonno leggero) di un adulto dura circa 90 minuti. Un neonato fa cicli di circa 47 minuti e bambini di 3-8 mesi di circa 50. Ciò significa che spesso i bambini dormono per periodi di un moltiplicatore di 50 minuti: dormono 100, 150 o 200 minuti prima di svegliarsi.

Il sonno di un adulto è costituito per circa 80% di sonno profondo e 20% di sonno leggero. Per bambini questo equilibrio è di circa 50% e 50%. Questo, in parte, spiega perché i bambini si svegliano più spesso di notte rispetto ai loro genitori.


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12. DI QUANTO SONNO HA BISOGNO UN BAMBINO? UN SAKKO!!!
In verità è difficile dare realmente un'indicazione della quantità di ore che dovrebbero dormire i bambini. Spesso però quando i genitori incominciano ad utilizzare il sakko per infagottare, applicando in contemporanea la calma ed il ritmo, si stupiscono di quanto dorme il loro bambino. Hanno davvero tanto bisogno di dormire.

Nella letteratura come sonno minimo viene indicato dalle 10 alle 23 ore...
Su quanto dovrebbe stare sveglio un bambino invece si può dare una buona indicazione:


La durata del tempo in cui stanno svegli, INCLUDE il tempo necessario per la poppata. sorgente

Traduzione di un passaggio del libro olandese “Regelmaat en inbakeren” di Ria Blom:

Un bambino di 4 settimane dopo un'ora che è sveglio è davvero stanco. Una piccola ora per mangiare, cambiare e coccolare. Questo tempo passa in fretta. Se hai difficoltà nel riconoscere i segnali di sonno del tuo bambino, non sai quando piange di stanchezza. Un bambino che piange viene preso in braccio e consolato. Questo spesso funziona, ma solo per un po' perché comunque rimane stanco. I bambini possono cosi imparare un comportamento di iperattività. Spesso sono molto svegli ed allerti: sempre occupati a digerire nuovi stimoli. Durante la poppata si addormentano ogni volta. Cosi si crea un circolo vizioso. Il tuo bambino è troppo stanco per bere, si sveglia presto dalla fame, dopo una dormita breve però è ancora troppo stanco per assumere una poppata completa”.


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13. SONNELLINI (TROPPO CORTI)
Grazie all'utilizzo del sakko i sonnellini di 10 minuti spesso diventano parte del passato e l'addormentarsi va molto meglio. Può succedere però che il tempo in cui dorme il bambino rimane sui 45-50 minuti alla volta. Generalmente è troppo poco perché si svegli riposato. Potrai notare che il bambino si sveglia insoddisfatto, frigna ma senza realmente avere fame.

Se hai ottenuto una buona regolarità/ritmo, ma il tuo bambino dopo qualche settimana continua a fare sonnellini di un solo ciclo (45-50 minuti), accertati che:

  • il tuo bambino riceva realmente sufficiente alimentazione
  • tu riesca a vedere bene quando è stanco il tuo bambino
  • ci sia un ritmo ciclico nel dormire e mangiare

Una volta che sei sicura/o su questi punti puoi eventualmente considerare le seguenti possibilità: sorgente

1. Accettare di dargli da mangiare più spesso
Puoi scegliere di mantenere il ritmo di dormire-mangiare-sveglio. Cosi segui completamente i bisogni ed i tempi del tuo bambino.
Eventualmente puoi anche dare da mangiare più spesso con un altra sequenza. Tipo: dormire-mangiare-sveglio-mangiare-dormire-mangiare-ecc. Cosi gli dai da mangiare 2 volte nel tempo in cui sta sveglio. Non lasciare che si addormenti durante la poppata, potrebbe spaventarsi e svegliarsi quando poi viene messo giù. Questa sequenza è applicabile specialmente in caso di allattamento al seno, perché aiuta a stimolare la produzione di latte. Chiede molto tempo però da calma e chiarezza.

Bambini non si stancano facendo tanti sonnellini, si stancano stando svegli troppo a lungo.

2. Provare a prolungare il sonno
Se il tuo bambino dopo un solo ciclo di 45-50 minuti si fa sentire o piange un attimo e non ti fai vedere/sentire, potrebbe riaddormentarsi. Se senti che il tuo bambino va avanti a piangere sempre più forte non ha senso continuare con il tentativo di prolungare la dormita. Allora prova a raggiungerlo il prima possibile. Metti la tua mano sopra la sua testa (capelli), o una mano sul petto spingendolo dolcemente contro il materasso, senza rumore, luce o altri stimoli. Non interagire, non parlare e non guardarlo negli occhi. Puoi anche provare a dargli il ciuccio. Non insistere a lungo e di solito non serve provare più di una volta. Se non funziona riprendi il ritmo e dagli da mangiare. Dopo la poppata probabilmente sarà già subito stanco e pronto per dormire.
Prova anche con il metodo proposto dal Dr. Karp.

3. Provare a posticipare la poppata (solo con allattamento artificiale)
Puoi per esempio adoperare un ritmo come questo: dormire-mangiare-sveglio-dormire-sveglio-dormire-mangiare-ecc. La seconda volta che si sveglia metti il tuo bambino a giocare da SOLO (ovvero senza interazioni con altri però non lasciato fisicamente solo). Appena lo senti lamentarsi o frignare, lo rimetti a letto per dormire un altro ciclo (o di più). Dopo la seconda dormita sarà affamato e sufficientemente riposato per mangiare bene. Importante dopo il secondo risveglio è che lasci tranquillo il tuo bambino, da solo con i suoi giochi, non interagire perché potresti eccitarlo troppo. Ricorda che non ha dormito tanto!


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14. POPPATE NOTTURNE
Non credo ci sia una regola d'oro per notti serene. L'importante è trovare una soluzione e/o compromesso che possa dare sufficiente riposo e sonno a tutti i membri della famiglia.

Di notte prova a reagire, senza INTERagire.

Essendo lineare puoi insegnare al tuo bambino che di notte dopo aver mangiato si va subito a dormire. Dagli sempre da mangiare nello stesso modo e luogo e dopo rimettilo a dormire nel suo lettino. Un rituale fisso.

In generale non è necessario togliere il bambino dal sakko la notte. Potete dargli da mangiare infagottato. Togliere il sakko e rimetterlo dopo la poppata potrebbe creare troppi inutili stimoli. Potresti svegliarlo troppo. Durante la poppata luce soffusa o completamente senza luce. Non cambiarlo se non è assolutamente indispensabile. Se riesci a rimanere nella stessa stanza dove dorme il tuo bambino è sempre meglio. Non parlare e non interagire.

Il tuo bambino dovrebbe dormire periodi di 3-4 ore alla volta. In caso di allattamento al seno la poppata è spesso indispensabile per mantenere una produzione di latte sufficiente per il bambino. Se il bambino beve per un paio di minuti e dopo ritorna subito a dormire dovrebbe essere sostenibile. Per alcuni genitori la soluzione migliore è di accettare che il loro bambino ha semplicemente bisogno per qualche settimana o mese in più di una poppata notturna.

A un certo punto generalmente i bambini fanno 1 periodo più esteso, tipo dalle 8 alle 2. Svegliarli per una poppata verso le 11 non è sempre una soluzione. Un bambino si trova nel suo sonno profondo, mangia poco e si risveglia comunque dopo 4 ore. Forse potrebbe essere più opportuno per voi saltare la poppata delle 11 e andare tutti a letto presto.

Ogni bambino è unico quindi cosi anche ogni situazione. Fai la tua scelta e pensa alle conseguenze. Cosa vuoi dare al tuo bambino ed a cosa vuoi che si abitui?

Problemi di sonno si creano se lo svegliare notturno del tuo bambino va al di là di ciò che riesci a sopportare. Non aspettare però che diventi un problema. Gestendo bene i fattori che puoi influenzare, puoi evitare molti problemi, stanchezza e tristezza.


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15. INFINE...
Cosa ti fa sentire di più a tuo agio? Cosa funziona per te e per il tuo bambino? In ogni caso fai si che il giorno passi in modo prevedibile per il tuo bambino. Sequenza fissa, ritmica e ciclica, conseguente, con rituali ed abitudini e con pochi stimoli. L'importante è che tu faccia un piano in cui credi e che sei disposta/o a mantenere per almeno una settimana. Il tuo obbiettivo è un bambino sereno. Cosi sarà serena tutta la famiglia.

Prova ad entrare nel mondo del tuo bambino e capire il perché di questo metodo. Prendi tutto il tempo necessario per te ed il tuo bambino. Non sentirti obbligata/o a spiegare continuamente al mondo esterno il perché questo ti faccia sentire cosi bene. Non sprecare energia ed emozioni. Non dubitare o cambiare/rifare. Bambini sensibili facilmente si confondono.

Quando dorme il bambino, dormi anche tu. Anche se non hai sonno, riposa e chiudi gli occhi per un pò.

“Non rimanere in piedi se puoi stare seduta, e non rimanere seduta se puoi stare sdraiata, e non rimanere sveglia se puoi dormire“. sorgente


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16. PER RIUSCIRE A CALMARE IL TUO BAMBINO ISTANTANEAMENTE E PER PROLUNGARE IL SONNO
Il vero viaggio della scoperta consiste, non nel cercare nuove terre, ma nell'avere una nuova visione.” Marcel Proust

La teoria rivoluzionaria del pediatra statunitense M.D. Harvey Karp. sorgente

L'approccio che ci offre il dottore Karp aiuta esperti e genitori a capire meglio i bisogni dei nostri bambini. Ci da un rimedio estremamente efficace per calmare anche i bambini più impegnativi. Il metodo è semplice, veloce e non costa niente. Ci fa sentire più capaci, più fiduciosi e sereni. Può addirittura migliorare l'allattamento, ridurre lo stress di copia, placcare un'eventuale depressione e prevenire maltrattamenti infantili. sorgente

La soluzione che offre il dottore Karp è basata su due concetti rivoluzionari e fondamentali per capire e calmare i nostri piccoli: il quarto trimestre mancante ed il riflesso della calma.

1. Il quarto trimestre mancante.
Karp dice che i nostri bambini piangono perché per certi importanti versi sono nati tre mesi in anticipo. Come esempio usa la nascita di un puledro (cavallo), che sa già correre il primo giorno della sua vita. Sono davvero pronti a nascere. I nostri neonati invece sono molto immaturi; più feto che neonato. La sopravvivenza dell'animale, in questo caso il cavallo, è basata sulle sue capacità fisiche (e.g. correre per poter scappare). La sopravvivenza umana è basata quasi esclusivamente sulle capacità del nostro cervello. Un feto umano deve nascere dopo 9 mesi di gestazione proprio perché ha un cervello cosi grande. Il cervello, il sistema nervoso, l'intestino, ecc. sono però ancora molto immaturi alla nascita. Non sono ancora pronti. Non è se non intorno al terzo mese di vita che i bambini incominciano davvero a svegliarsi, a sorridere, girare, succhiare le dita e fare versi. Questo concetto del quarto trimestre di “gravidanza” mancante corrisponde perfettamente con il fatto reale che le presunte coliche cessano proprio intorno al terzo mese di vita.

Prima della nascita, un feto sperimenta una sinfonia continua di stimoli positivi. Avvolto caldamente dalle pareti dell'utero, mosso e dondolato quasi continuamente. Circondato dal rumore costante del sangue materno che corre nelle vene (un rumore più forte di quello di un'aspirapolvere!).

Nonostante tanti genitori nel mondo imitino istintivamente questo abbraccio stretto, il dondolio e “ssshhh” continuo dell'utero, nella cultura occidentale ci viene insegnato a sussurrare e camminare sulle punte dei piedi in presenza dei nostri neonati. Ci insegnano che vogliono silenzio e immobilità.

Dopo la nascita i neonati sono di colpo senza le sensazioni avvolgenti e ritmiche, direi quasi ipnotiche, dell'utero. Alcuni neonati hanno la flessibilità per gestire questo cambio intenso abbastanza bene. Altri bambini possono invece sentirsi persi e spaventati in assenza delle sensazioni uterine. Questo può causare un pianto persistente.

Certo che i nostri bambini devono essere protetti da sovra stimolazione. In realtà però i nostri neonati spesso soffrono di sotto stimolazione; se come stimoli si intendono quelli positivi. Quelli che imitano le qualità dell'utero.

2. Il riflesso della calma
Questo riflesso non era mai stato riconosciuto fino ad ora. Il dottore Karp ha scoperto questo riflesso durante i suoi quasi 30 anni di esperienza e ricerca. Lui lo chiama l'interruttore per il pianto dei neonati. Questo perché una volta attivato il tuo bambino smetterà di piangere all'istante. In realtà il dottore sostiene che questo riflesso sia stato creato per calmare non tanto i neonati quanto ai feti agitati. Negli ultimi mesi di gravidanza questo riflesso mette i feti in una sorta di trance tenendoli quasi immobili con la testa in giù. Riduce il rischio che si muovano troppo e rimangano accidentalmente bloccati in una posizione che renderebbe impossibile o pericolosa la nascita. Il riflesso della calma, come tanti altri riflessi* dei neonati, funziona velocemente e irresistibilmente ma necessita di azioni precise per attivarlo. 

*questi sono alcuni importanti riflessi:

”grasping”:
Quando metti in tuo dito nella mano aperta del tuo bambino, lui la chiude e si aggrappa. Questo riflesso era indispensabile, una volta....tanto tempo fa, per rimanere attaccato alla madre e non cadere (dagli alberi).
Piccolo consiglio: puoi provare a prendere le sue manine e tenerle vicino al suo viso durante il cambio, il bagno o le coccole, vedrai che gli piacerà molto.

”moro reflex”:
Se metti giù il tuo bambino sulla schiena potrebbe aprire le braccia in modo agitato e piangere. Questo riflesso, insieme con il pianto, serve per avvisare che sta cadendo.
Piccolo consiglio: per aumentare il benessere del tuo bambino quando lo devi mettere giù o tirare sù (per esempio durante il bagnetto): parla CON il tuo bambino ed avvisalo sempre di ciò che stai per fare. Nel muoverlo giralo pancia in giù prendendolo con una mano tra le gambe e sostenendo con l'altra collo e testa (sia nel tirare sù che nel rimettere giù). Cosi riesce a percepire dove sta andando. Arrivato a destinazione puoi girarlo piano sulla schiena (dopo averlo avvisato naturalmente).

Il dottore Karp insegna che il riflesso della calma può essere attivato con cinque azioni che imitano le sensazioni uterine. Chiamate da lui, le cinque S. Personalmente non posso che confermare che funziona! Ci vuole un po' di pratica, ed ogni bambino ha le sue preferenze che bisogna scoprire. Una volta che però hai capito quelle del tuo bambino sarà come una magia.

1° S – swaddling = infagottare
Anche il dottore Karp sostiene che infagottare è la base della calma, e di calmare. Abbassa il ritmo cardiaco, placa l'agitazione ed aumenta il sonno.
sorgente
Bambini infagottati rispondono di più alle seguenti 4 azioni e rimangono calmi più a lungo con le braccia che non si agitano e non li disturbano.

2° Sside or stomach position = posizione di lato o sulla pancia
La posizione più sicura per dormire è supina. Questa è però anche la posizione peggiore per calmare un neonato (vedi moro reflex). Puoi mettere il tuo bambino su un fianco (attenzione! alcuni bambini sono cosi sensibili che anche se sul fianco non si calmano se sono girati anche solo minimamente verso la schiena) o pancia in giù (non per dormire).

3° S – shushing = sussurrare, fare rumore “ssshhh” con la bocca
La maggior parte delle culture del mondo usa il rumore “ssshhh” per chiedere a qualcuno di stare in silenzio. Tante lingue infatti usano questo suono proprio nella parola che significa “silenzio”.

“stille” (tedesco)
“toosst” (svedese)
“hush” (inglese)
“shuh-shuh” (cinese)
“shuu” (vietnamita)
“shizukani” (giapponese)
“sheket” (ebreo)
sorgente

Il rumore “ssshhh” imita il suono del flusso sanguigno che sente il feto. È stato misurato ed arriva intorno alle 75-88dB. sorgente
Questo rumore bianco (stabile e continuo) assomiglia a suoni forti come quelli di un fon (85dB) o di un'aspirapolvere (75dB). Il rumore deve essere un po' aspro e forte tanto quanto il pianto del bambino. Quando diminuisce il pianto puoi diminuire il rumore. Puoi fare questo rumore semplicemente con la bocca, avvicinandoti all'orecchio del tuo bambino. Un suono del genere (altri esempi: interfono o radio non sintonizzata) lasciato acceso vicino al bambino può tenere “attivato” il riflesso ed aiutare il tuo bambino a rimanere addormentato meglio e più a lungo.

Quando hai individuato il rumore preferito del tuo bambino puoi registrarlo su CD (o qualche altro mezzo di riproduzione) in modo che quando serve ce l'hai subito a portata di mano. Cosi puoi anche dargli il suo rumore più a lungo (senza che ti venga a mancare il respiro, o in caso del phon ti si scaldi la stanza).

Non avere paura di viziarlo o di abituarlo. Il contrario è vero: lo stai disabituando. Prima di nascere godeva di questo suono calmante 24 ore su 24. Il rumore è molto facile da gestire, quando hai raggiunto un buon ritmo di sonno e veglia puoi incominciare a togliere piano piano il rumore. Abbassi il volume e diminuisci la durata, a piccoli passi.

4° S – swinging = dondolare
Nell'utero c'è tanto movimento. Quelli che hanno portato un bambino in un marsupio, o che sono stati seduti con loro in una sedia a dondolo sanno che il movimento calma i neonati. Non è poi cosi strano che alcune donne notino che il feto diventa attivo nella pancia proprio quando loro vanno a letto. Un movimento lento in generale è poco efficace per tranquillizzare bambini che sono irrequieti. Attivare il riflesso della calma in un bambino che piange richiede un movimento veloce e poco ampio, specialmente per la testa (per stimolare l'apparato vestibolare). Questo movimento è quasi come un tremore, una vibrazione (il dottore Karp lo chiama il “jell-o-head jiggle”, ovvero “il ballo della testa di gelatina”). La testa deve essere sostenuta e muoversi insieme con il corpo. Avanti ed indietro di solo qualche centimetro e molto velocemente. Proprio come nell'utero.

ATTENZIONE! Non dondolare il tuo bambino quando sei arrabbiata/o o frustrata/o. Lascialo in un posto sicuro e torna a calmarlo quando sei di nuovo tranquilla/o.

Un movimento calmante può anche essere prodotto da una altalena elettrica. Infagotta sempre prima il tuo bambino, legalo nel seggiolino che ha lo schienale ribaltato al massimo e mettilo sulla velocità più alta. L'altalena funziona meglio per tenere felici bambini che sono già stati calmati prima.

5° S – sucking = succhiare
Suzione non-nutritiva è la ciliegina sulla torta della calma. Replica il succhiarsi il dito del bambino in pancia. Succhiare ha un effetto calmante e rilassante per neonati. Bambini possono essere calmati dandogli il seno, il dito o il ciuccio (aspetta con il ciuccio finché l'allattamento al seno è stato avviato bene). Alcuni bambini possono essere calmati in mezzo ad un urlo, succhiando. Per la maggior parte però succhiare è più efficace una volta che incominciano ad essere calmati con le altre azioni.

Altri modi per calmare un bambino, che sono sempre basati sull'imitazione dell'utero includono: massaggio, bagno caldo, contatto diretto tra la tua e la sua pelle, una leggera pressione con la mano sulla testa o sul petto e passeggiate fuori. Credo che camminare fuori dia ai bambini un'onda costante di sensazioni ipnotiche, come aria fresca, rumori di sottofondo, luce, movimento della camminata, ecc.

Il dottore Karp spiega che una volta passato questo “quarto trimestre”, quindi all'età dei tre mesi compiuti, il riflesso della calma non sparisce ma diventa gradualmente meno affidabile (una cosa che succede con tutti i riflessi “primitivi”).

Se non dovessi riuscire a calmare il tuo bambino con i 5 S dovresti considerare di parlare con un medico e/o esperto qualificato per verificare se ci sono altre cause del pianto. Nella maggior parte dei casi però i 5 S non funzionano perché non sono applicati sufficientemente bene. Si tratta di un riflesso, deve essere fatto perfettamente (per il tuo bambino). Non disperare, continua a provare. Per calmare a volte ci vuole un intero minuto di tutti e 5 le S. Infagotta saldamente, assicurati che il  bambino non sia girato neanche minimamente verso la schiena, che il rumore sia abbastanza forte e che il movimento faccia dondolare bene la testa (come la gelatina!). Incomincia con n. 1 e poi piano piano aggiungi gli altri 4, uno alla volta. Le prime volte prova quando il tuo bambino è già tranquillo. Riesci a capire più facilmente cosa e come gli piace di più. Possono volerci alcuni giorni di pratica prima di diventare esperti nell'attivare il riflesso della calma del tuo bambino.

Piangere è intenso, però con questa nuova visione non sarà più un'esperienza avversa. In realtà, genitori che imparano a calmare il loro bambino si sentono competenti e sicuri. Cosi, il pianto diventa parte di un ciclo positivamente rinforzante.


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