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USA IL SAKKO, PERCHÈ?
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- Ottieni calma – per il tuo bambino, per te e per
tutta la famiglia
- Aiuti il tuo bambino a dormire di più ed a piangere
di meno
- Bambini riposati mangiano con più tranquillità ed
efficacia
- Riesci a distinguere i segnali di sonno da quelli
di fame
- Eviti le trappole di insicurezza ed eccessiva stanchezza
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USA IL SAKKO, SPECIALMENTE...
- Se il tuo bambino non riesce ad addormentarsi con le sue
forze
- Se il tuo bambino fa solo dei pisolini e non si sveglia
riposato
- Se il tuo bambino non dorme di giorno
e/o non dorme di notte. Ci sono bambini che dormono tutta
la notte già da
piccolissimi, però stanno svegli (quasi) tutto il
giorno. Molto spesso questi bambini incominciano a stare
svegli anche di notte una volta raggiunta l'età dei
3-4 mesi. Non va bene se il tuo bambino non dorme di giorno,
anche se dorme tutta la notte. Ha bisogno di molto più sonno!
- Se pensate che l'allattamento potrebbe essere a rischio
- Se non c'è una ragione individuabile per il pianto,
e quest'ultimo rischia di diventare più “grande” di
voi
- In caso di gemelli
Non è necessario che i bambini rimangano infagottati tutto il giorno,
però bambini agitati che devono dormire di più possono trarre
un enorme beneficio da un avvolgimento saldo e sicuro per 12
fino a 20 ore al giorno. Un fagotto non abbastanza saldo può addirittura
rendere un bambino ulteriormente agitato.
–
- Infagottare, cosa è?
- Utilizzare il sakko
- Prima di iniziare ad infagottare
- Incominciare
- Non aspettare ad infagottare finché la situazione è diventata
allarmante
- Le aspettative
- Le prime 6 settimane
- Non solo infagottare
- Vestiti adatti
- Segnali – guarda il tuo bambino!
- Ciclo di sonno dei bambini
- Di quanto sonno ha bisogno un bambino? Un sakko!!
- Sonnellini (troppo corti)
- Poppate notturne
- Infine...
- Calmare il tuo bambino istantaneamente e prolungare il sonno
• Scarica qui il LIBRETTO D'ISTRUZIONI con illustrazioni
• Scarica qui la versione stampabile del testo
contenuto in questa sezione
“Un bambino agitato, stanco, sovreccitato, con
coliche gassose o insofferente, se viene infagottato saldamente
si calma, e spesso riesce ad addormentarsi facilmente”, leggi
I neonati reagiscono cosi bene all'avvolgimento del sakko perché li
fa sentire al sicuro, avvolti ed accolti. Il contatto continuo
della loro pelle con il morbido tessuto del sakko gli
da la sensazione di essere parte dí ed ín
qualcosa, di essere circondati e di poter stare tranquilli “dentro”.
Vivono sensazioni simili a quelle che provavano nel grembo materno.
IL SAKKO: LA COSA PIÙ SIMILE ALLA
PANCIA DELLA MAMMA!
Il sakko è l'unico che
ti permette di infagottare i neonati fin dal primo giorno
di vita con le manine unite e vicine al viso, proprio come
nella pancia, leggi
Tanti genitori hanno difficoltà nel vedere il loro
bambino infagottato. Dicono spesso: “poverino”, leggi
Utilizzando il sakko sarà facile, leggi
Per incominciare a conoscere i bisogni del tuo bambino, è importante
prestare attenzione ai segnali che precedono il pianto.
Impara a differenziare segnali di sonno da quelli di fame.
Cosi non devi più continuamente pensare: “cosa
faccio, quando lo faccio, come lo faccio, forse ha fame,
gli do ancora un attimo il ciuccio, lo lascio piangere,
lo porto nel marsupio...”. leggi
ATTENZIONE!!! Non lasciare
mai un bambino infagottato pancia in giù
Oltre ad avvolgere il tuo bambino con il sakko ci
sono altre cose importanti che puoi fare per il tuo bambino:
• Confini
• Prevedibilità
• Ritmo
• Approcciare con calma il tuo bambino
• Mettergli i vestiti
adatti leggi

1. INFAGOTTARE, COSA È?
Fasciare, ovvero infagottare i neonati è una tradizione
diffusa in numerosissime culture dall'antico Giappone agli Aztechi,
alla Grecia classica ed è cosi antica che sarebbe quasi
impossibile stabilire quando abbia realmente avuto inizio. sorgente
Nel mondo di oggi la maggior parte dei neonati viene avvolta,
infagottata dalla madre. In Oriente, Estremo-Oriente e Sud-America
lo si fa da sempre. Eventualmente in combinazione con vari tipi
di marsupio per portarli con se più facilmente. Negli
Stati Uniti, nei reparti di maternità, da sempre si usa
infagottare i bambini. Da qualche decennio questa pratica si è diffusa
anche fra i genitori, quando sono a casa con il loro bambino.
Nei paesi del Nord-Europa a livello ospedaliero viene consigliata
una fasciatura corretta nei primi mesi di vita.

La pratica di infagottare è basata su molti anni
di osservazione del comportamento infantile da madri ovunque nel
mondo, nonché da esperti e professionisti del settore.
Inoltre questa pratica cosi diffusa trova riscontro in numerosi
studi. Gli studi dimostrano praticamente che i bambini infagottati
dormono meglio, più a lungo e più profondamente
rispetto ai bambini non-infagottati. È stato anche provato
che un bambino infagottato correttamente non ha assolutamente
problemi respiratori, ne ci sono problemi nello sviluppo dell'anca.sorgente
Inoltre è stato provato che un neonato infagottato si
addormenta più facilmente sulla schiena. Questo è molto
importante, perché dormire supino riduce notevolmente
il rischio di SIDS (Sindrome della Morte Improvvisa).
Ci sono
bambini che non sembrano volere dormire pancia in sù.
Agitano le braccia e spesso si dimenano, o si svegliano di soprassalto
giusto prima di (ri)addormentarsi. Questo crea ulteriore agitazione
e irrequietezza.
Essere in un fagotto caldo placa l'eccitazione
ed il bambino rimane al sicuro sulla schiena.
Queste ricerche confermano ciò che tante madri e professionisti
del settore in tutto il mondo già sanno. Ovvero, un bambino
agitato, stanco, sovreccitato, con coliche gassose o insofferente,
se viene infagottato saldamente si calma, e spesso riesce ad
addormentarsi facilmente.
Viviamo in un mondo molto veloce ed agitato nel quale
noi stessi spesso dobbiamo fare scelte coscienti per non andare oltre i
nostri limiti. Anche i bambini vengono continuamente sollecitati
e hanno spesso una vita più o meno irregolare. Fasciando
puoi proteggere il tuo bambino da questo mondo (ancora) troppo
grande.
Il tuo bambino potrà ambientarsi passo per passo.
Non vediate la fasciatura come la soluzione, ma piuttosto
come un importante aiuto per raggiungere la vostra soluzione...
Tanti genitori hanno difficoltà nel vedere il loro bambino
infagottato. Dicono spesso: “poverino”. Può sembrare
crudele. Quasi come una camicia di forza. A volte i genitori
hanno paura che il loro bambino rimanga frustrato perché non
riesce quasi a muoversi. Non abbiate paura. Il vostro bambino
non la pensa cosi. “Quello che ogni neonato desidera è di
venire infagottato senza alcuna via di scampo e starvi appiccicato
tutto il tempo possibile”.sorgente
Un bambino trova calma, calore e sicurezza nel sakko.
Riuscirà a (ri)conquistare il controllo delle sue braccia
e gambe che prima si muovevano in modo non controllato ed agitato
per via dell'eccessiva stanchezza.
La maggior parte dei neonati che piange o frigna tanto è stanca.
Spesso troppo stanca. Nel tempo questa mancanza di sonno addirittura
può creare un disturbo ormonale. Per il tuo bambino diventerà sempre
più difficile abbandonarsi al sonno. Sarà sempre
più stressato ed agitato, per poter reggere la stanchezza.

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2. UTILIZZARE IL SAKKO
Con il sakko sarà facile per
tutti infagottare correttamente il tuo bambino. Una corretta
fasciatura con la classica copertina richiede molta pratica
ed abilità nei vari gesti. Spesso poi è difficile
perché i bambini si muovono mentre li avvolgi. Tanti
genitori dicono che in realtà per fare un fagotto perfetto
ci vorrebbero tre mani.
Il sakko può essere utilizzato
anche dai nonni, dai baby-sitter o al nido. Cosi i genitori
possono stare sempre tranquilli sapendo che il loro bambino
dorme sereno nel suo piccolo bozzolo.
La chiusura con il velcro è veloce e sicura. Non devi
rifare o rincominciare più volte agitandoti e/o il tuo
bambino. Con il sakko la fasciatura
non si disfa e cosi eviti un pianto disperato. Più importante
ancora è che con il sakko la
bocca e/o la faccia del tuo bambino rimangono sempre liberi.
Viene cosi eliminato ogni rischio di soffocamento.

Una fasciatura corretta è difficile specialmente perché bisogna
avvolgere saldamente le braccia ma nello stesso tempo lasciare
libere le gambe. Le gambe devono potersi muovere per assicurare
un ottimo sviluppo delle anche. Il bambino deve aver lo spazio
per rannicchiare o stendere completamente le gambe. Con il sakko questo è diventato
facile. Le braccia sono avvolte bene senza limitare il movimento
delle gambe.
Il tessuto del sakko è stato
accuratamente scelto per la sua morbidezza. La mitica flanella
veniva già utilizzata dai nostri nonni per avvolgere
i bambini. È di cotone naturale al 100% e quindi traspira
bene ed assorbe l'umidità. Il tuo bambino non avrà né caldo
né freddo.
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3. PRIMA DI
INIZIARE AD INFAGOTTARE
La base: chiedi
l'opinione di un medico e/o esperto qualificato per accertarti
che la causa del pianto non sia di natura medica. Anche se
non sembra esserci un motivo clinico parlare con un medico
e/o esperto qualificato può essere
importante per togliere ogni eventuale dubbio. È indispensabile
ottenere chiarezza e tranquillità.
Controindicazioni: ci
possono essere delle ragioni mediche per cui non si può infagottare
un bambino. In caso
di dubbio parlane con un medico e/o esperto qualificato.
Non infagottare il tuo bambino:
 |
- se c'è (la possibilità) di uno sviluppo
displastico delle anche
- in caso di febbre
- durante le prime 24 ore dopo una vaccinazione
- in presenza di gravi infezioni e/o problemi delle
vie respiratorie
- in caso di scogliosi dovuta ad una malformazione della
colonna vertebrale
|
Se il tuo
bambino ha eczema o rigurgiti abbondanti e frequenti ti consigliamo
di parlarne
con un medico e/o esperto qualificato. Eczema e rigurgiti si
presentano in tante forme.
Alcune forme sono perfettamente compatibili con una corretta
fasciatura, però ci sono alcune altre dove è meglio
evitare la fasciatura.
L'alimentazione: specialmente
quando si tratta di bambini piccoli è fortemente
consigliabile innanzitutto analizzare l'alimentazione. Il sonno
e l'alimentazione sono collegati. Alcuni genitori di bambini
irrequieti che dormono poco sono insicuri sull'alimentazione.
Se si risolve questo problema di insicurezza spesso già migliora
la situazione.
Informati e motivati: non
incominciare ad infagottare, tanto per, ma chiediti prima bene
perché vuoi cambiare
o migliorare la situazione. Poniti un obiettivo chiaro e ragionevole.
Funzionerà solo
se veramente credi in questa soluzione.
Se rispetti questi punti puoi infagottare il tuo bambino e
riuscire a (ri)trovare serenità.
ATTENZIONE!!! Non lasciare mai un bambino infagottato
pancia in giù

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4. INCOMINCIARE
Incomincia ad usare il sakko in un momento di serenità, quando tu ed il tuo bambino siete tranquilli. E' importante che il tuo bambino abbia mangiato bene. Un bagno caldo può aiutare a rilassare il tuo bambino. Potrebbe benissimo essere che il tuo bambino pianga le prime volte che viene infagottato. Consolalo tenendolo in braccio o eventualmente offrendogli il seno (evita però che questo diventi un'abitudine); appena si calma mettilo giù (possibilmente sveglio). Se piange nuovamente, aspetta un attimo per vedere se magari si addormenta, e se necessario, torna a consolarlo
Cosi il bambino potrà addormentarsi con le sue forze e trovare un sonno profondo e prolungato all'interno del suo “nido”. Vedrai che se applichi correttamente il ritmo e la calma il tuo bambino si addormenterà sempre più facilmente.
Se decidi di infagottare il tuo bambino, devi farlo
ogni volta che dorme, di giorno come di notte. Se lo fai solo
di notte potresti notare un miglioramento, però è probabile
che avrai dei problemi man mano il tuo bambino diventa più grande
o quando provi a disabituarlo.
Il periodo consigliato in cui continuare ad infagottare è di
almeno 8 settimane. Mantieni questo periodo. Dopo, grazie ai
bottoni del sakko puoi facilmente incominciare
a mettere fuori un braccio alla volta, adattandoti ai bisogni
del tuo bambino. Se dopo le 8 settimane di fasciatura, riesce
a dormire bene con uno, e dopo qualche giorno entrambe le braccia
fuori va benissimo. Se invece si sveglia e dorme troppo poco,
ritorna ad infagottare per qualche ulteriore settimana.
Non confondere il tuo bambino. Una volta che incominci ad infagottare
continua a farlo tutte le volte che va a dormire e per almeno
8 settimane. Se hai provato a togliere un braccio e hai visto
che non funziona, torna ad infagottare e aspetta qualche settimana,
non solo qualche giorno.
Dopo qualche settimana all'interno del loro soffice bozzolo
alcuni neonati potrebbero incominciare a scalciare e ad agitarsi,
opponendo resistenza con piedini e manine.
Non credere
che questo sia il momento di smettere di infagottare.
Questa
reazione esprime solo la forza che il bimbo sta acquisendo,
potrebbe tuttora apprezzare il comodo involucro. La regola è semplice:
se il bimbo si calma dopo un po' e dorme bene/meglio, allora
funziona.
Infagottare va bene fino ai 6 mesi di vita. Dopo è fortemente
sconsigliato perché potrebbe girarsi pancia in giù.

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5. NON ASPETTARE
AD INFAGOTTARE FINCHÈ LA SITUAZIONE È DIVENTATA
ALLARMANTE
Più è durata
l'irrequietezza ed il pianto, più sarà difficile
stabilire dei cambiamenti. Aggiustare il ritmo in tempo è meglio
e meno faticoso che dover rompere un circolo ormai vizioso,
o più grave ancora: uscire da una spirale negativa di
stanchezza.

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6. LE ASPETTATIVE
Non provare a schiacciare il tuo bambino in uno schema
di orari. Rischi di mettere in pericolo sia l'eventuale allattamento
che il buon funzionamento della fasciatura, proprio perché hai
delle aspettative sbagliate. Abbi fiducia che con il tempo si
istituirà da solo un ritmo ed una regolarità.
Impara a guardare tuo figlio!
Prova a guardare nel tuo cuore e chiediti
cosa puoi realmente aspettarti dal tuo piccolo. Spesso è opportuno abbassare
anche la propria velocità, svuotare l'agenda e adattare
le proprie aspettative. Parti dall'origine e prova ad avanzare
a piccoli passi, non aver paura di fermarti piuttosto che fare
qualche passo di troppo.
Lascia i consigli indesiderati per quelli che sono e non sprecarci
energia. Appoggiati alle persone che ti ascoltano e che hanno
rispetto per le scelte che fai.

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7. LE PRIME 6 SETTIMANE
Per un bambino allattato al seno di età inferiore alle
6 settimane è consigliata la fasciatura nella posizione
fetale. Con le braccia piegate e le manine vicino al viso. Infagottare
presto con le braccia lungo i fianchi potrebbe eventualmente
disturbare l'equilibrio del principio di allattamento al seno
su richiesta. Un bambino infagottato in questo modo dorme molto
di più e più profondamente. Eventualmente non
viene attaccato a sufficienza e/o non si sveglia abbastanza
per poter mangiare bene. Tenendo le mani vicino al viso rimangono
attivi i riflessi delle mani e cosi il tuo bambino non rischia
di addormentarsi troppo profondamente.

Per i bambini più piccoli,
aiutatevi se necessario con una spilla da balia.
Avvolgete ben stretto il sakko intorno alla pancia del bambino,
portando il lembo esterno
anche fino a sotto la schiena e chiudete con la spilla sul fianco.
Eventualmente potete anche provare ad infagottare il bambino
in un lenzuolo
prima di metterlo nel sakko. L'importante è che il fagotto
sia saldo ed avvolgente
per tutta la dormita, in modo che non si disfi.
Il sakko è l'unico che ti permette
di infagottare il tuo bambino fin dal primo giorno perché avrà le
manine unite e vicino al viso, proprio come nella pancia.
Quando avvolgi il tuo bambino nella posizione
fetale (quindi con le manine vicino al viso) dopo solo qualche
settimana potrebbe essere che le braccine del tuo bambino
escano involontariamente fuori dal sakko.
A questo punto incomincia ad avvolgere il tuo bambino con
le braccia tese lungo i fianchi.

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8. NON SOLO INFAGOTTARE
Oltre a mettere il tuo bambino nel sakko ci
sono altre cose importanti che puoi fare per il tuo bambino.
- Confini
- Prevedibilità
- Ritmo
- Approcciare con calma il tuo bambino
- Mettergli i vestiti adatti
1. Confini
Infagottando offri al tuo bambino un confine morbido e fisico.
Altri modi per dargli un mondo a sua misura sono:
- Evitare che il tuo bambino sia troppo
sollecitato. Ad alcuni bambini tutto sembra interessare
e piacere, ma la verità è che non riescono ancora a realizzare
bene. Diventano sempre più stanchi finché non
ne possono più e piangono.
- Non esporre il tuo bambino inutilmente a rumori forti
ed irregolari (come radio e televisione, ecc.).
- Non fare escursioni troppo stancanti e non veramente
necessarie, e non invitare (tante) persone a casa.
- Portare il tuo bambino in una fascia e/o marsupio adatto,
per esempio a fine giornata quando non riesce bene il
sonno.
- Rimboccare molto bene la coperta e/o il lenzuolo. Oltre
al sakko è sempre meglio
mettere anche un lenzuolo od una coperta per dare ulteriore
sensazione di avvolgimento (fai attenzione però che
il tuo bambino non abbia troppo caldo!). Rimbocca non
solo tra materasso e lettino, ma davvero fin sotto il
materasso, e fin sopra le spalle del bambino. Consiglio:
usa un lenzuolo singolo da adulto messo per traverso;
riuscirai cosi a rimboccare fin sotto il materasso ed
il tuo bambino non si scoprirà. La stanza dove
dorme dovrebbe essere piuttosto fresca con tanta aria
nuova (lasciate anche aperta un filino la finestra se
volete). Meglio stanza fresca ed una coperta in più che
il contrario. ^
2. Prevedibilità
Essere lineare e conseguente nella sequenza delle attività.
Dormire in un posto fisso e tranquillo: Lascia
che il tuo bambino dorma in un suo posticino invece di dormire
in braccio a qualche invitato.
Non lasciare palestrine o altri giochi appesi sopra o nel lettino,
ed oscura la stanza.
Mangiare con la stessa persona: Durante
le prime settimane di vita, dove possibile, dovrebbe essere
la stessa persona che dà da mangiare al bambino.
Giocare da solo in un posto fisso: A
partire dalle 6 settimane di vita puoi offrire al tuo bambino
un posto fisso dove giocare, preferibilmente sdraiato, e da
solo (ovvero senza interazioni con altri però non lasciato
fisicamente solo) per alcuni istanti. Con qualche gioco adatto
alla sua età collocato/appeso da un lato della sua visione.
Cosi quando è stanco può girare la testa e togliere
i giochi dalla sua vista.
Un modo ideale per LUI per indicare quando è stanco!
Quindi non una palestrina che rimane
sopra la sua testa e in pratica lo tiene sveglio troppo (a
lungo). Diventerà troppo
stanco per addormentarsi in modo rilassato. La palestrina va
bene quando i bambini hanno il controllo delle braccia, a partire
dal terzo mese compiuto.
Bambini più piccoli di 6 settimane semplicemente non
sono ancora pronti per giocare. Dopo aver mangiato, aver fatto
un ruttino, essere cambiati e coccolati sono già stanchi
e pronti per dormire. ^
Fai in modo che il tuo bambino
non debba assorbire più stimoli di quanto riesca
(calma).
3. Ritmo
Con ritmo si intende: una sequenza fissa di dormire-mangiare-sveglio-dormire-mangiare-sveglio-dormire, ecc.
Sveglio significa mangiare. Indipendentemente
da quanto abbia dormito il tuo bambino. Questo chiede da te,
genitore, una certa flessibilità. Può sembrare
impegnativo e fastidioso ma in realtà da un aggancio
e crea chiarezza, specialmente per il tuo bambino. Grazie
a questo ritmo sa cosa aspettarsi e questo lo fa sentire tranquillo
e sereno. Il ritmo lo devi iniziare e seguire sempre tu. Impara
a vedere quando il tuo bambino è stanco (per questo è indispensabile
lasciarlo giocare un po' solo, cioè rimanete nella
stanza però non interagite con lui) e mettilo a letto,
il più possibile sveglio, dopo un breve e fisso rituale
di nanna. Mettere il sakko nello stesso
posto/modo insieme a per esempio un carillon può essere
un ottimo rituale.
Se messo a letto nel momento
giusto si addormenterà da
solo, 9 volte su 10.
Anche se deve piangere qualche istante
per sganciare devi accettarlo. Non per paura di viziarlo ma
perché il tuo bambino è capace
di fare molto da solo se gli viene data una giusta e ragionevole
possibilità.
Quando dico ritmo non mi riferisco ad
un ritmo di orari. Deve essere un insieme di attività sempre
uguali che ritornano nella stessa sequenza:
dormire-mangiare-sveglio (coccolare,
cambiare ed eventualmente giocare da solo)-appena stanco -> nel sakko ed
a letto (semi)sveglio e rilassato. Questo ritmo deve essere
adattato ai bisogno del TUO bambino.
Segnali di stanchezza (vedi avanti per qualche esempio) = a
letto
Sveglio = mangiare

Dare da mangiare
al tuo bambino seguendo l'orologio può dare irrequietezza.
Se aspetti con il bambino sveglio che sia L'ORA della poppata
spesso il tuo bambino è già mezzo
stanco quando gli viene dato da mangiare e probabilmente
si addormenta prima di aver finito. Conseguenza: pancia mezza
piena e mezzo stanco. Aspettare e prolungare crea agitazione,
per il tuo bambino e per te stessa/o. Prova eventualmente
a prolungare il sonno o a dargli da
mangiare subito dopo che si è svegliato.
In caso di
allattamento artificiale bisogna rispettare la quantità massima
che il tuo bambino può assumere nell'arco delle 24h.
All'inizio può essere utile diminuire
la quantità di latte della singola poppata in modo da
poter aumentare la quantità totale
di poppate. Cosi puoi rispettare completamente i ritmi
del tuo bambino e riuscire piano piano ad arrivare ad una regolarità. ^
4. Approcciare con calma il tuo bambino
Sii tranquilla e calma con il tuo bambino, anche quando lo
prendi su o quando ti muovi. Non piace ai bambini essere “pescati” su
da sotto le ascelle. Per prenderlo giralo un pochino di lato e
metti una mano sulla schiena tra le spalle sostenendo il collo,
e l'altra mano sotto il sedere. Per il tuo bambino è molto
più piacevole. Se lo prendi su durante una tua espirazione
il bambino sente meno tensione. ^

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9. VESTITI ADATTI
Puoi lasciare il tuo bambino nel sakko dopo
che si è svegliato e gli dai da mangiare. Cosi eviti
di togliere e rimettere vari vestiti. Cambiarsi prima di mangiare
o giusto prima di dormire è troppo pesante per un bambino
molto piccolo. Aprite tutti i bottoni e lasciate che escano
le braccia. Nel cercare e toccare il seno non devono esserci
troppi elementi di disturbo. I bambini usano le mani quando
bevono.
Dopo che ha mangiato e ha fatto un eventuale ruttino lo puoi
coccolare e cambiare.
Per quanto possa essere carino un vestitino o una piccola salopette,
non fai un piacere al tuo bambino mettendoglielo. Meglio evitare
vestiti diversi per quando dormono. Un bambino piccolo deve
portare vestiti che sono comodi e sicuri in modo che possa andare
a dormire subito quando è stanco LUI, senza dover
subire un ulteriore cambio.
Attenzione che non abbia né caldo né freddo. In
tanti vestiti ci sono fibre sintetiche che non lasciano traspirare
e non assorbono l'umidità. Il bambino potrebbe quindi avere
troppo caldo ma anche troppo freddo perché rimane bagnato
dal sudore. Mettigli vestiti comodi di 100% materiali naturali,
anche quando è sveglio.

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10. SEGNALI
- GUARDA IL TUO BAMBINO!
Per incominciare a conoscere i bisogni del tuo bambino, è importante
prestare attenzione ai segnali che precedono il pianto. Impara
a differenziare segnali di sonno da quelli di fame. Cosi non
devi più continuamente pensare: “cosa faccio, quando
lo faccio, come lo faccio, forse ha fame, gli do ancora un attimo
il ciuccio, lo lascio piangere, lo porto nel marsupio...”
È tutto molto stancante e l'irrequietezza ed i dubbi
li trasferisci sul tuo bambino. È meglio incominciare
con una sequenza regolare di dormire-mangiare-sveglio. Questo
ti permette di adattarti al tuo bambino. Ogni volta che passi
da un'attività all'altra
dagli il tempo che gli serve per capire ciò che sta per
accadere. Parla con lui e digli cosa stai facendo. Quando per
lui la sua vita sarà prevedibile diventerà più calmo
dentro.
Interpretare i segnali di sonno o fame
diventa possibile quasi solo se è abbastanza rilassato, e se c'è un ritmo.
Un bambino parla senza parole, e ha tanti modi, diversi dal
pianto, per comunicare. Frignare, non guardarti più,
succhiare, girare la testa, ecc.
Appena sveglio il tuo bambino ha abbastanza
energia per mangiare bene. Una pancia piena lo porta ad essere
soddisfatto. Se dopo un po' di tempo il tuo bambino comincia
a lamentarsi o a frignare, è molto
probabile che sia a causa della stanchezza e quindi: a letto.
Segnali di sonno:
- sbadigliare
- diventare pallido
- guance od orecchie rosse
- toccare le orecchie
- sfregarsi gli occhi
- non guardarti più
- tirarsi via da te
- frignare
- comportamento agitato
Metti a letto il tuo bambino ai primi segnali
di stanchezza. Se giocano da soli (ovvero senza interazione
con altri però non
lasciati fisicamente soli) è più facile vedere
questi segnali. Specialmente all'inizio dopo le prime 6 settimane
lascia abbastanza tempo al tuo bambino per starsene un po' da
solo. Cosi per te è facile capire ciò che lui
ti sta comunicando. Guardalo, senza interagire direttamente
con lui.
Per esempio potresti metterlo nel box
o su una coperta per terra, con un paio di giochi adatti alla
sua età da una
parte e l'altra parte la lasci vuota. Quando il bambino si gira
verso la parte vuota potrebbe benissimo essere che sia stanco.
Anche frignare o essere agitato può significare che
il tuo bambino è stanco. Se non lo metti a dormire subito,
ma intraprendi ancora qualcosa con lui lo aiuti a superare la
sua soglia di stanchezza. Diventerà più agitato
e resisterà ancora un pezzo. Se dopo un attimo incomincerà a
frignare nuovamente e lo metti giù, in realtà sarà già troppo
stanco per addormentarsi da solo. Un bambino troppo stanco spesso
si risveglia anche dopo poco. Sembra impossibile ma in pratica
spesso un bambino riposato dorme meglio e di più rispetto
ad un bambino stanco.
Un bambino che ha assunto troppi stimoli
durante il tempo che era sveglio, in genere fa fatica ad addormentarsi.
Un bambino sopraeccitato diventa sempre più nervoso e piangendo
i suoi movimenti sono sempre più agitati. Gira la testa
nella direzione opposta della luce, dei giochi e delle persone.
Più stanco diventerà il bambino, più sarà difficile
distinguere un segnale dall'altro.
Di tutti i segnali che il tuo bambino
ha a disposizione per comunicare piangere è quello più chiaro ed intenso.
Se guardi bene il tuo bambino, noterai che spesso ci sono altri
segnali che precedono il pianto. In generale si può dire
che il pianto nella maggior parte dei casi è un segnale
tardivo.
Segnali di fame:
- fare rumore con la bocca
- succhiare le mani
- leccare le labbra con la lingua
- fare movimenti di suzione con la lingua
- girare con la testa, cercare
Questi segnali sono visibili in un bambino
riposato. Un bambino sopraeccitato ad un certo punto potrà solo
piangere. Allora è difficile capire quando il tuo bambino
ha realmente fame. Per questo è cosi importante evitare
l'eccessiva stanchezza.
Usa il ritmo, appena si sveglia dagli
subito da mangiare. Cosi gradualmente si creerà un'onda ciclica che sarà piacevole
per tutta la famiglia.

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11. CICLO DI SONNO DEI BAMBINI
Un ciclo di sonno (da sonno profondo a sonno leggero)
di un adulto dura circa 90 minuti. Un neonato fa cicli di circa
47 minuti e bambini di 3-8 mesi di circa 50. Ciò significa
che spesso i bambini dormono per periodi di un moltiplicatore
di 50 minuti: dormono 100, 150 o 200 minuti prima di svegliarsi.
Il sonno di un adulto è costituito per circa 80% di sonno
profondo e 20% di sonno leggero. Per bambini questo equilibrio è di
circa 50% e 50%. Questo, in parte, spiega perché i bambini
si svegliano più spesso di notte rispetto ai loro genitori.

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12. DI QUANTO SONNO
HA BISOGNO UN BAMBINO? UN SAKKO!!!
In verità è difficile dare realmente un'indicazione della quantità di ore che
dovrebbero dormire i bambini. Spesso però quando i genitori
incominciano ad utilizzare il sakko per infagottare,
applicando in contemporanea la calma ed il ritmo, si stupiscono
di quanto dorme il loro bambino. Hanno davvero tanto bisogno
di dormire.
Nella letteratura come sonno minimo viene
indicato dalle 10 alle 23 ore...
Su quanto dovrebbe stare sveglio un
bambino invece si può dare una buona indicazione:

La durata del tempo in cui stanno svegli, INCLUDE il tempo
necessario per la poppata. sorgente
Traduzione di un passaggio del libro
olandese “Regelmaat
en inbakeren” di Ria Blom:
“Un bambino di 4 settimane
dopo un'ora che è sveglio è davvero
stanco. Una piccola ora per mangiare, cambiare e coccolare. Questo
tempo passa in fretta. Se hai difficoltà nel riconoscere
i segnali di sonno del tuo bambino, non sai quando piange di stanchezza.
Un bambino che piange viene preso in braccio e consolato.
Questo spesso funziona, ma solo per un po' perché comunque rimane
stanco. I bambini possono cosi imparare un comportamento di iperattività.
Spesso sono molto svegli ed allerti: sempre occupati a digerire
nuovi stimoli. Durante la poppata si addormentano ogni volta.
Cosi si crea un circolo vizioso. Il tuo bambino è troppo
stanco per bere, si sveglia presto dalla fame, dopo una dormita
breve però è ancora troppo stanco per assumere una
poppata completa”.

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13. SONNELLINI (TROPPO CORTI)
Grazie all'utilizzo del sakko i
sonnellini di 10 minuti spesso diventano parte del passato e
l'addormentarsi va molto meglio. Può succedere però che il tempo
in cui dorme il bambino rimane sui 45-50 minuti alla volta.
Generalmente è troppo poco perché si svegli riposato.
Potrai notare che il bambino si sveglia insoddisfatto, frigna
ma senza realmente avere fame.
Se hai ottenuto una buona regolarità/ritmo,
ma il tuo bambino dopo qualche settimana continua a fare sonnellini
di un solo ciclo (45-50 minuti), accertati che:
- il tuo bambino riceva realmente sufficiente alimentazione
- tu riesca a vedere bene quando è stanco
il tuo bambino
- ci sia un ritmo ciclico nel dormire e mangiare
Una volta che sei sicura/o su questi
punti puoi eventualmente considerare le seguenti possibilità: sorgente
1. Accettare di dargli da
mangiare più spesso
Puoi scegliere di mantenere il ritmo di dormire-mangiare-sveglio.
Cosi segui completamente i bisogni ed i tempi del tuo bambino.
Eventualmente puoi anche dare da mangiare più spesso
con un altra sequenza. Tipo: dormire-mangiare-sveglio-mangiare-dormire-mangiare-ecc.
Cosi gli dai da mangiare 2 volte nel tempo in cui sta sveglio.
Non lasciare che si addormenti durante la poppata, potrebbe
spaventarsi e svegliarsi quando poi viene messo giù.
Questa sequenza è applicabile specialmente in caso di
allattamento al seno, perché aiuta a stimolare la produzione
di latte. Chiede molto tempo però da calma e chiarezza.
Bambini non si stancano facendo tanti sonnellini, si
stancano stando svegli troppo a lungo.
2. Provare a prolungare il sonno
Se il tuo bambino dopo un solo ciclo di 45-50 minuti si fa sentire
o piange un attimo e non ti fai vedere/sentire, potrebbe riaddormentarsi.
Se senti che il tuo bambino va avanti a piangere sempre più forte non ha senso continuare con il tentativo
di prolungare la dormita. Allora prova a raggiungerlo il prima
possibile. Metti la tua mano sopra la sua testa (capelli), o
una mano sul petto spingendolo dolcemente contro il materasso,
senza rumore, luce o altri stimoli. Non interagire, non parlare
e non guardarlo negli occhi. Puoi anche provare a dargli il
ciuccio. Non insistere a lungo e di solito non serve provare
più di una volta. Se non funziona riprendi il ritmo e
dagli da mangiare. Dopo la poppata probabilmente sarà già subito
stanco e pronto per dormire.
Prova anche con il metodo proposto dal Dr. Karp.

3. Provare a posticipare la poppata (solo con allattamento
artificiale)
Puoi per esempio adoperare un ritmo
come questo: dormire-mangiare-sveglio-dormire-sveglio-dormire-mangiare-ecc.
La seconda volta che si sveglia metti il tuo bambino a giocare
da SOLO (ovvero senza interazioni con altri però non lasciato
fisicamente solo). Appena lo senti lamentarsi o frignare, lo rimetti
a letto per dormire un altro ciclo (o di più). Dopo la
seconda dormita sarà affamato e sufficientemente riposato
per mangiare bene. Importante dopo il secondo risveglio è che
lasci tranquillo il tuo bambino, da solo con i suoi giochi, non
interagire perché potresti eccitarlo troppo. Ricorda che
non ha dormito tanto!

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14. POPPATE
NOTTURNE
Non credo ci sia una regola d'oro per notti serene.
L'importante è trovare
una soluzione e/o compromesso che possa dare sufficiente riposo
e sonno a tutti i membri della famiglia.
Di notte prova a reagire, senza INTERagire.
Essendo lineare puoi insegnare al tuo bambino che di notte
dopo aver mangiato si va subito a dormire. Dagli sempre da mangiare
nello stesso modo e luogo e dopo rimettilo a dormire nel suo
lettino. Un rituale fisso.
In generale non è necessario togliere
il bambino dal sakko la
notte. Potete dargli da mangiare infagottato. Togliere il sakko e
rimetterlo dopo la poppata potrebbe creare troppi inutili stimoli.
Potresti svegliarlo troppo. Durante la poppata luce soffusa
o completamente senza luce. Non cambiarlo se non è assolutamente
indispensabile. Se riesci a rimanere nella stessa stanza dove
dorme il tuo bambino è sempre meglio. Non parlare e non
interagire.
Il tuo bambino dovrebbe dormire periodi
di 3-4 ore alla volta. In caso di allattamento al seno la
poppata è spesso indispensabile
per mantenere una produzione di latte sufficiente per il bambino.
Se il bambino beve per un paio di minuti e dopo ritorna subito
a dormire dovrebbe essere sostenibile. Per alcuni genitori la
soluzione migliore è di accettare che il loro bambino
ha semplicemente bisogno per qualche settimana o mese in più di
una poppata notturna.
A un certo punto generalmente i bambini
fanno 1 periodo più esteso,
tipo dalle 8 alle 2. Svegliarli per una poppata verso le 11
non è sempre una soluzione. Un bambino si trova nel suo
sonno profondo, mangia poco e si risveglia comunque dopo 4 ore.
Forse potrebbe essere più opportuno per voi saltare la
poppata delle 11 e andare tutti a letto presto.
Ogni bambino è unico quindi cosi
anche ogni situazione. Fai la tua scelta e pensa alle conseguenze.
Cosa vuoi dare al tuo bambino ed a cosa vuoi che si abitui?
Problemi di sonno si creano se lo svegliare
notturno del tuo bambino va al di là di ciò che riesci a sopportare. Non
aspettare però che diventi un problema. Gestendo bene
i fattori che puoi influenzare, puoi evitare molti problemi,
stanchezza e tristezza.

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15. INFINE...
Cosa ti fa sentire
di più a tuo agio? Cosa funziona
per te e per il tuo bambino? In ogni caso fai si che il giorno
passi in modo prevedibile per il tuo bambino. Sequenza fissa,
ritmica e ciclica, conseguente, con rituali ed abitudini e con
pochi stimoli. L'importante è che tu faccia un piano
in cui credi e che sei disposta/o a mantenere per almeno una
settimana. Il tuo obbiettivo è un bambino sereno. Cosi
sarà serena tutta la famiglia.
Prova ad entrare nel mondo del tuo bambino
e capire il perché di
questo metodo. Prendi tutto il tempo necessario per te ed il
tuo bambino. Non sentirti obbligata/o a spiegare continuamente
al mondo esterno il perché questo ti faccia sentire cosi
bene. Non sprecare energia ed emozioni. Non dubitare o cambiare/rifare.
Bambini sensibili facilmente si confondono.
Quando dorme il bambino, dormi anche
tu. Anche se non hai sonno, riposa e chiudi gli occhi per
un pò.
“Non rimanere in piedi se puoi stare seduta, e non
rimanere seduta se puoi stare sdraiata, e non rimanere sveglia
se puoi dormire“.
sorgente

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16. PER RIUSCIRE
A CALMARE IL TUO BAMBINO ISTANTANEAMENTE E
PER PROLUNGARE IL SONNO
“Il vero viaggio della scoperta consiste,
non nel cercare nuove terre, ma nell'avere una nuova visione.” Marcel
Proust
La teoria rivoluzionaria del pediatra statunitense M.D. Harvey
Karp. sorgente
L'approccio che ci offre il dottore Karp
aiuta esperti e genitori a capire meglio i bisogni dei nostri
bambini. Ci da un rimedio estremamente efficace per calmare
anche i bambini più impegnativi.
Il metodo è semplice, veloce e non costa niente. Ci fa
sentire più capaci, più fiduciosi e sereni. Può addirittura
migliorare l'allattamento, ridurre lo stress di copia, placcare
un'eventuale depressione e prevenire maltrattamenti infantili. sorgente
La soluzione che offre il dottore Karp è basata
su due concetti rivoluzionari e fondamentali per capire e
calmare i nostri piccoli: il quarto trimestre mancante ed
il riflesso della calma.
1. Il quarto trimestre mancante.
Karp dice che i nostri bambini piangono perché per certi
importanti versi sono nati tre mesi in anticipo. Come esempio
usa la nascita di un puledro (cavallo), che sa già correre
il primo giorno della sua vita. Sono davvero pronti a nascere.
I nostri neonati invece sono molto immaturi; più feto
che neonato. La sopravvivenza dell'animale, in questo caso il
cavallo, è basata sulle sue capacità fisiche (e.g.
correre per poter scappare). La sopravvivenza umana è basata
quasi esclusivamente sulle capacità del nostro cervello.
Un feto umano deve nascere dopo 9 mesi di gestazione proprio
perché ha un cervello cosi grande. Il cervello, il sistema
nervoso, l'intestino, ecc. sono però ancora molto immaturi
alla nascita. Non sono ancora pronti. Non è se non intorno
al terzo mese di vita che i bambini incominciano davvero a svegliarsi,
a sorridere, girare, succhiare le dita e fare versi. Questo
concetto del quarto trimestre di “gravidanza” mancante
corrisponde perfettamente con il fatto reale che le presunte
coliche cessano proprio intorno al terzo mese di vita.
Prima della nascita, un feto sperimenta
una sinfonia continua di stimoli positivi. Avvolto caldamente
dalle pareti dell'utero, mosso e dondolato quasi continuamente.
Circondato dal rumore costante del sangue materno che corre
nelle vene (un rumore più forte di quello di un'aspirapolvere!).
Nonostante tanti genitori nel mondo imitino
istintivamente questo abbraccio stretto, il dondolio e “ssshhh” continuo
dell'utero, nella cultura occidentale ci viene insegnato a sussurrare
e camminare sulle punte dei piedi in presenza dei nostri neonati.
Ci insegnano che vogliono silenzio e immobilità.
Dopo la nascita i neonati sono di colpo
senza le sensazioni avvolgenti e ritmiche, direi quasi ipnotiche,
dell'utero. Alcuni neonati hanno la flessibilità per gestire questo cambio
intenso abbastanza bene. Altri bambini possono invece sentirsi
persi e spaventati in assenza delle sensazioni uterine. Questo
può causare un pianto persistente.
Certo che i nostri bambini devono essere
protetti da sovra stimolazione. In realtà però i nostri neonati
spesso soffrono di sotto stimolazione; se come stimoli si intendono
quelli positivi. Quelli che imitano le qualità dell'utero.
2. Il riflesso della calma
Questo riflesso non era mai stato riconosciuto fino ad ora. Il dottore Karp
ha scoperto questo riflesso durante i suoi quasi 30 anni di
esperienza e ricerca. Lui lo chiama l'interruttore per il pianto
dei neonati. Questo perché una volta attivato
il tuo bambino smetterà di piangere all'istante. In realtà il
dottore sostiene che questo riflesso sia stato creato per calmare
non tanto i neonati quanto ai feti agitati. Negli ultimi mesi
di gravidanza questo riflesso mette i feti in una sorta di trance
tenendoli quasi immobili con la testa in giù. Riduce
il rischio che si muovano troppo e rimangano accidentalmente
bloccati in una posizione che renderebbe impossibile o pericolosa
la nascita. Il riflesso della calma, come tanti altri riflessi*
dei neonati, funziona velocemente e irresistibilmente ma necessita
di azioni precise per attivarlo.
*questi sono alcuni importanti riflessi:
”grasping”:
Quando metti in tuo dito nella mano aperta del tuo bambino,
lui la chiude e si aggrappa. Questo riflesso era indispensabile,
una volta....tanto tempo fa, per rimanere attaccato alla madre
e non cadere (dagli alberi).
Piccolo consiglio: puoi provare a prendere le sue manine e tenerle
vicino al suo viso durante il cambio, il bagno o le coccole, vedrai che
gli piacerà molto.
”moro reflex”:
Se metti giù il tuo bambino sulla schiena potrebbe aprire
le braccia in modo agitato e piangere. Questo riflesso, insieme
con il pianto, serve per avvisare che sta cadendo.
Piccolo
consiglio: per aumentare il benessere del tuo bambino quando
lo devi mettere giù o tirare sù (per esempio durante
il bagnetto): parla CON il tuo bambino ed avvisalo sempre di
ciò che stai per fare. Nel muoverlo giralo pancia in
giù prendendolo con una mano tra le gambe e sostenendo
con l'altra collo e testa (sia nel tirare sù che nel
rimettere giù). Cosi riesce a percepire dove sta andando.
Arrivato a destinazione puoi girarlo piano sulla schiena (dopo
averlo avvisato naturalmente).
Il dottore Karp insegna che il riflesso
della calma può essere
attivato con cinque azioni che imitano le sensazioni uterine.
Chiamate da lui, le cinque S. Personalmente
non posso che confermare che funziona! Ci vuole un po' di pratica,
ed ogni bambino ha le sue preferenze che bisogna scoprire. Una
volta che però hai capito quelle del tuo bambino sarà come
una magia.
1° S – swaddling = infagottare
Anche il dottore Karp sostiene che infagottare è la base
della calma, e di calmare. Abbassa il ritmo cardiaco, placa
l'agitazione ed aumenta il sonno. sorgente
Bambini infagottati rispondono di più alle seguenti 4
azioni e rimangono calmi più a lungo con le braccia che
non si agitano e non li disturbano.
2° S – side or stomach position
= posizione di lato o sulla pancia
La posizione più sicura per dormire è supina.
Questa è però anche la posizione peggiore per
calmare un neonato (vedi moro reflex). Puoi mettere il tuo bambino
su un fianco (attenzione! alcuni bambini sono cosi sensibili
che anche se sul fianco non si calmano se sono girati anche
solo minimamente verso la schiena) o pancia in giù (non
per dormire).
3° S – shushing
= sussurrare, fare rumore “ssshhh” con la bocca
La maggior parte delle culture del mondo usa il rumore “ssshhh” per
chiedere a qualcuno di stare in silenzio. Tante lingue infatti
usano questo suono proprio nella parola che significa “silenzio”.
“stille” (tedesco)
“toosst” (svedese)
“hush” (inglese)
“shuh-shuh” (cinese)
“shuu” (vietnamita)
“shizukani” (giapponese)
“sheket” (ebreo) sorgente
Il rumore “ssshhh” imita il suono del flusso sanguigno
che sente il feto. È stato misurato ed arriva intorno
alle 75-88dB. sorgente
Questo rumore bianco (stabile e continuo) assomiglia
a suoni forti come quelli di un fon (85dB) o di un'aspirapolvere (75dB).
Il rumore deve essere un po' aspro e forte tanto quanto il pianto
del bambino. Quando diminuisce il pianto puoi diminuire il rumore.
Puoi fare questo rumore semplicemente con la bocca, avvicinandoti
all'orecchio del tuo bambino. Un suono del genere (altri esempi:
interfono o radio non sintonizzata) lasciato acceso vicino al
bambino può tenere “attivato” il riflesso
ed aiutare il tuo bambino a rimanere addormentato meglio e più a
lungo.
Quando hai individuato il rumore preferito del
tuo bambino puoi registrarlo su CD (o qualche altro mezzo di
riproduzione) in modo che quando serve ce l'hai subito a portata
di mano. Cosi puoi anche dargli il suo rumore più a
lungo (senza che ti venga a mancare il respiro, o in caso del
phon ti si scaldi la stanza).
Non avere paura di viziarlo o di abituarlo.
Il contrario è vero:
lo stai disabituando. Prima di nascere godeva di questo suono
calmante 24 ore su 24. Il rumore è molto facile da gestire,
quando hai raggiunto un buon ritmo di sonno e veglia puoi incominciare
a togliere piano piano il rumore. Abbassi il volume e diminuisci
la durata, a piccoli passi.
4° S – swinging = dondolare
Nell'utero c'è tanto movimento. Quelli che hanno portato
un bambino in un marsupio, o che sono stati seduti con loro
in una sedia a dondolo sanno che il movimento calma i neonati.
Non è poi cosi strano che alcune donne notino che il
feto diventa attivo nella pancia proprio quando loro vanno a
letto. Un movimento lento in generale è poco efficace
per tranquillizzare bambini che sono irrequieti. Attivare il
riflesso della calma in un bambino che piange richiede un movimento
veloce e poco ampio, specialmente per la testa (per stimolare
l'apparato vestibolare). Questo movimento è quasi come
un tremore, una vibrazione (il dottore Karp lo chiama il “jell-o-head
jiggle”, ovvero “il ballo della testa di gelatina”).
La testa deve essere sostenuta e muoversi insieme con il corpo.
Avanti ed indietro di solo qualche centimetro e molto velocemente.
Proprio come nell'utero.
ATTENZIONE! Non dondolare il tuo bambino quando sei arrabbiata/o
o frustrata/o. Lascialo in un posto sicuro e torna a calmarlo
quando sei di nuovo tranquilla/o.
Un movimento calmante può anche essere prodotto da una
altalena elettrica. Infagotta sempre prima il tuo bambino, legalo
nel seggiolino che ha lo schienale ribaltato al massimo e mettilo
sulla velocità più alta. L'altalena funziona meglio
per tenere felici bambini che sono già stati calmati
prima.
5° S – sucking = succhiare
Suzione non-nutritiva è la ciliegina sulla torta della
calma. Replica il succhiarsi il dito del bambino in pancia.
Succhiare ha un effetto calmante e rilassante per neonati. Bambini
possono essere calmati dandogli il seno, il dito o il ciuccio
(aspetta con il ciuccio finché l'allattamento al seno è stato
avviato bene). Alcuni bambini possono essere calmati in mezzo
ad un urlo, succhiando. Per la maggior parte però succhiare è più efficace
una volta che incominciano ad essere calmati con le altre azioni.
Altri modi per calmare un bambino, che sono sempre basati sull'imitazione
dell'utero includono: massaggio, bagno caldo, contatto diretto
tra la tua e la sua pelle, una leggera pressione con la mano
sulla testa o sul petto e passeggiate fuori. Credo che camminare
fuori dia ai bambini un'onda costante di sensazioni ipnotiche,
come aria fresca, rumori di sottofondo, luce, movimento della
camminata, ecc.
Il dottore Karp spiega che una volta
passato questo “quarto
trimestre”, quindi all'età dei tre mesi compiuti,
il riflesso della calma non sparisce ma diventa gradualmente
meno affidabile (una cosa che succede con tutti i riflessi “primitivi”).
Se non dovessi riuscire a calmare il tuo bambino con i 5
S dovresti considerare di parlare con un medico e/o
esperto qualificato per verificare se ci sono altre cause
del pianto. Nella maggior parte dei casi però i 5
S non funzionano perché non sono applicati
sufficientemente bene. Si tratta di un riflesso, deve essere
fatto perfettamente (per il tuo bambino). Non disperare, continua
a provare. Per calmare a volte ci vuole un intero minuto di
tutti e 5 le S. Infagotta
saldamente, assicurati che il bambino non sia girato
neanche minimamente verso la schiena, che il rumore sia abbastanza
forte e che il movimento faccia dondolare bene la testa (come
la gelatina!). Incomincia con n. 1 e poi piano piano aggiungi
gli altri 4, uno alla volta. Le prime volte prova quando il
tuo bambino è già tranquillo. Riesci a capire
più facilmente cosa e come gli piace di più.
Possono volerci alcuni giorni di pratica prima di diventare
esperti nell'attivare il riflesso della calma del tuo bambino.
Piangere è intenso, però con
questa nuova visione non sarà più un'esperienza
avversa. In realtà,
genitori che imparano a calmare il loro bambino si sentono competenti
e sicuri. Cosi, il pianto diventa parte di un ciclo positivamente
rinforzante.

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